non te lo voglio dire

 VENERDI, 1 OTTOBRE, terza settimana

LETTERE  

Non capisco nulla, penso solo al compleanno di mia figlia che sarà oggi pomeriggio. Chiudiamo la faccenda di Yout4Climate capendo cosa è una “carta negoziale”. Ascoltiamo la canzone dei Coldplay che ha aperto la convention giovanile a Milano. Discutiamo: nessuno crede possibile cambiare il modo di vivere e quindi fare a meno del petrolio. La maggioranza crede che fare la raccolta differenziata se si è i soli a farla non valga la pena. Ne riparleremo. Le ultime persone approdano al loro libro di lettura dalla biblioteca di classe, Benedetta ne restituisce già uno: The skin I’m in. Io al mio banco lei al suo ci impegniamo a discutere del libro davanti a tutti. La incalzo e lei non si tira indietro, pian piano emergono cose importanti e la scioltezza di Bene nel raccontare: la maggior parte delle vicende sono ambientate a scuola; poi in strada; poi a casa. Mentre i dialoghi con le coetanee sono scritti, quelli con la madre sono riportati. Poi Benedetta si rifiuta di dire a cosa l’ha fatta pensare, se ha ritrovato questioni e problematiche che la riguardano, che emozioni ha suscitato. Mi fermo subito, le chiedo se vuole trovare un modo indiretto o sintetico e alza la voce “ho detto di no, non ne voglio parlare”. Ci mancherebbe. La mania di chiedere delle proprie emozioni e del proprio vissuto per animare le discussioni sui libri o lavorare sulle competenze di lettura mi ha sempre visto diffidente.

STORIA 

Insisto. Setta segreta, insurrezione. Barricata. Senza immagini, senza pezzi dal film di martone, senza niente. Abbiamo un repertorio condiviso di immaginario su queste cose? Che anno difficile, che segni che ha lasciato su di noi la pandemia. Un irrigidimento, una diffidenza, un tono mesto di fondo. Segna il nome se esci, non ti avvicinare, tieni la mascherina sul volto, non passarti gli oggetti, non incontrare, diffida, stai lontano e separato. Non si parla di laboratori, di gite, di uscite, di giochi.

Basta la volontà di una persona a cambiare l’atmosfera di un tempo o di un istituto? Certo non sono solo queste le note, c’è anche il gioco, c’è la trama  a noi adulte invisibile e celata delle loro relazioni e scambi, di quel gioco di riso crudeltà prove in cui di certo stanno immerse e che dà senso anche alle loro ore di scuola. E infine c’è la mia lotta con Olly, l’esercizio di autocontrollo, ascolto, risposta che devo mettere in campo di fronte alle provocazioni, ai rigetti, alle rotture continue. Stare vicino a qualcuno che ha la pelle messa a nudo e se può ti morde.

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