Verso la biblioteca di classe; lupi, banche e civiltà superiori

 

Venerdì 17 settembre, giorno cinque

LETTERE. Oggi presentazione dei libri letti d’estate in modo da riuscire ad aprire la biblioteca di classe tra una settimana, con i libri estivi e le aggiunte di terza immesse da me. Chi presenta può usare la guida del proprio ONE PAGER o andare a braccio. Sotto alcuni tutorial messi su we school e le foto di alcuni one pager presentati. Per prima vado io, il mio libro dell’estate è Oh boy! di Marie-Aude Murail di cui consiglio vivamente di leggere qualche intervista per capire quanto sia in gamba (https://www.qualcunoconcuicorrere.org/mam/). Quando dico che "Oh boy!" è l’esclamazione ricorrente di uno dei protagonisti, un ragazzo omosessuale che si trova a dover decidere se diventare tutore di due sorellastre e un fratellastro più piccole.i sento il solito brivido percorrere la classe. Ho detto "omosessuale" come se fosse la cosa più normale del mondo. e infatti lo è. la loro emozione non è per il tabù ma per la presenza pervasiva del tema nel loro immaginario, consumi, discorsi, esperienze. Spiego che il libro fa ridere ed emoziona, che è scritto pianamente, che i capitoli sono intitolati in modo spiritoso rispetto al contenuto e che l’arco di tempo della storia è di circa un anno, che mi ha preso così tanto che ho deciso di leggerlo ad alta voce con mia figlia per condividere  il piacere. 

Poi passo la palla. Vengono presentati: Frank Einstein e il motore anti materia; Juno (da Emma che vince le sue mille menate di apparenza fisica andando davanti alla classe per dire di questo libro, che la ha presa tantissimo, libro senza lieto fine e con vari dolori che però è il più bello mai letto finora); La grande avventura di Westall raccontata benissimo da Irene che però sostiene non l’abbia presa molto tranne il momento in cui lui e il cane Don si debbono salvare dall’alta marea; La più grande di Morosinotto che viene definito leggibile anche se lungo, coinvolgente ma che non insegna nulla sulla Cina e l’Oriente. Prendo parola su Westall spiegando che è ritenuto un classico importante da chi si occupa di pedagogia perché racconta di come verso i 12 anni ci si stacchi dalla famiglia per comprendere come si possa essere differenti dalla famiglia, con le radici nella famiglia ma l’occasione di definirsi differenti. Pensarsi orfano, cavarsela in una avventura notevole, trovare altri adulti di riferimento e conoscere altri aspetti e possibilità di sé è ciò che accade al protagonista ma in un certo senso a chiunque cresca lasciando l’infanzia. Infatti è ben strano quando ritrova la famiglia. Sì esclama Irene io ci sono rimasta male. Che chiusa La grande avventura! Geniale. 

Poi avviamo un esercizio di scrittura ancora ispirato a Andando a scuola di Caproni. Do le istruzioni così:

scrivo una frase che inizia con “Andando a scuola…..” poi lascio due righe vuote e scrivo una frase che inizia con “Quel mattino….” E poi dopo due righe vuote ricomincio con “Andando a scuola….”

Molte e molti non capiscono come vedo andando fra i banchi e così rifanno o riprendono nel modo richiesto. Finiremo lunedì.

STORIA. Riprendiamo il quaderno nuovo. Dunque linea del tempo da mettere in ordine, i sei cerchi con i nomi dei Paesi, un sacco di loro non hanno capito che dovevano essere grandi e perciò su due pagine. Rispiego ragione della richiesta, obiettivo del lavoro, concordiamo che lunedì tutti lo avranno e oggi invece riprendiamo il ripasso da un’altra parte. Che CERCHI mancano tra quelli che riempiremo lunedì? L’Italia. Ok! E l’India. Ok! Aggiungo io Cina e Australia. Poi sotto il planisfero insisto: “perché dell’Australia finora non abbiamo quasi mai parlato?”. “Che lingua si parla in Australia e in Nuova Zelanda?” “Che notizia avete sentito ieri in cui si nominava Australia?”. Nessuno cita la vicenda dell’incontro USA-GB-Aussie in chiave anti-cinese e con la promessa dei sottomarini nucleari. Ne parlo, Daniele si ricorda di averlo sentito. (so che in un’altra classe, in cui ci fossero figli di borghesi, le mani alzate e i dialoghi sarebbero diversi, questo è il mio gruppo di lavoro). Domando se questo planisfero è l’unico che potrebbe essere appeso. Solo Simone si ricorda che ovviamente potrebbe esserci l’Asia o l’America al centro, mostrandoci bene il Pacifico e che USA e CINA si fronteggiano. Torniamo all’Australia e al fatto che diventa colonia inglese a partire dal 1700. Quindi trattiamo il tema. COLONIA. Chiedo di scrivere la definizione. C’è chi la ricorda dall’anno scorso precisa. Occupazione di terre lontane o diverse da quelle del proprio Stato per sfruttare le risorse e dominare la popolazione indigena. Molte.i invece ricostruivano solo: una terra che viene conquistata da un’altra nazione. Faccio la messa a punto, richiamo la guerra d’indipendenza, stabiliamo che se una colonia si stacca dalla madrepatria ottiene l’indipendenza e poi chiedo: perché una colonia vuole l’indipendenza. Varie voci e poi domando: perché un Paese non vuole dare a un altro l’indipendenza? Per le ricchezze. Ok ma delle volte nel XX secolo è accaduto che si giustificasse la colonizzazione parlando di civiltà. “Vi portiamo leggi, cultura, costumi, conoscenze mediche e scientifiche”. Allora vi chiedo: ci sono civiltà superiori alle altre? Almeno 5 sono convinte di sì. Dico che fare storia contemporanea è mischiarsi e confrontarsi con questo tipo di riflessioni e l’ora finisce. 

https://maestraiolanda.com/2019/10/19/gio-denti-di-ferro-tutto-in-una-pagina/

https://lascuolafanotizia.it/2019/06/12/cose-one-pager/

https://docs.google.com/presentation/d/1T7RUXZMKgjbWqS_BY7uCaA6VesihIUJbOMiMC0QhruU/mobilepresent?slide=id.p


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