trattare con gli indiani
Martedì 21 settembre, giorno sette
Scrivo tanti giorni dopo. Dopo scuola martedì 21 ho fatto il vaxxxxxxxxx e quindi poi niente, non ho più scritto e sono stata a casa mercoledì.
Dal registro vedo che ho fatto grammatica, storia e geografia ma in realtà so che abbiamo guardato i planisferi con Asia e poi con America al centro. Che osservando l’America del nord e collegando porto d’armi e cultura americana (riempiendo il pallone America del nord dopo rivoluzione americana e guerra di indipendenza spuntavano, extra 1800, i vari Kennedy Trump Hollywood) dicevo della conquista del west e loro non sanno nemmeno un nome dei popoli nativi americani. Mettere su we school una filmografia. Insegnante di merda.
Penso agli
intervalli e agli scampoli di chiacchiere e non posso scriverne. So che se
parlo in modo semplice e prossimo con Olimpia si riesce a intendersi ma poi in
classe se alzo la voce, se comando tutto si rovina di nuovo. Da quando le ho
detto, vicino a lei sul banco, sceglieremo la scuola e sarà una scuola in cui tu possa stare bene,
esprimerti, andare verso qualcosa che ti corrisponde, capiamolo intuiamola bene allora lei ha cambiato grafia.
(Storia abbiamo riempito pure Inghilterra
con le sua rivoluzione, camera dei lord, elisabetta e shakespeare che uscivano
sempre)
Riprendo con la settimana prossima a scrivere, venerdì (giorno 10/otto) non è stato niente di che ma abbiamo quasi finito le presentazioni one pager e quindi i libri per la biblioteca. Alcune sono state davvero fighe, sentite, con il timbro della lettura personale che accede subito l’interesse di tutt: Segar, Le mie vite in gioco; Cuore a razzo, farfalle nello stomaco; Stardust; Danny il campione. Infatti pure le immagini dei fagiani abbiamo guardato che c’era chi non lo sapeva cosa era il fagiano, come era.
Io ho presentato Mike di Andrew Norriss letto a letto col mal di testa mercoledì, troppo bello.

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