L'Inno la bicicletta Jules Verne e l'Afghanistan

 Martedì 14 settembre, giorno due

LETTERE 

Avevo detto che sarei venuta alle sette a mettere in ordine e pulire invece sono arrivata in ritardo. Mi faccio una tacca sul braccio. Non tardare più mai più.

Il libro per la lettura ad alta voce con cui cominciamo è THE GIVER di Lois Lowry. Edizione copertina rigida, decorazioni color oro, carta spessa. Come ho mostrato ieri il Meridiano di Caproni, le sue 1800 e passa pagine finissime con apparati, così oggi guardiamo questo libro. 

Senza allenamento quotidiano, dopo un anno, con la mascherina leggere ad alta voce m'affatica. da pagina 13 a 16, le prime del capitolo uno, mi parevano venti. La magia riaccade subito: è questa l'attività che assorbe l'attenzione di tutte tutti. Tanto che nessuno rilutta a lavorare dopo. La richiesta è di scrivere: "Cosa mi fa comprendere che il mondo di Jonas non è il nostro? Cosa mi pare strano e mi inquieta nella realtà descritta? Cosa ha colpito la mia attenzione? Che sensazione ho provato principalmente durante il racconto?"

Come sempre chi scrive poche parole o righe, chi scrive frasi complete, tutte ancora arrugginiti dopo l'estate. e poi iniziamo a discutere. Come sempre imparo. A me ha turbato che ci sia una voce che parla dagli altoparlanti; che si dica che il pilota che ha sbagliato verrà scaricato, che si parli di comunità. 

Chi prende parola indica tutt'altre cose: molte molti indicano l'inno all'inizio della scuola; il fatto che si usino le biciclette; che ci sia moltissima attenzione per il linguaggio e le parole. L'inno al primo posto. Perché mi chiedo? Forse se sei studente noti forte ciò che è della vita studente, sono colpite dalla parte sulla scuola perchè si proiettano subito in quel personaggio. ANNOTO: film o documentari in cui si vedono scuole di altri Paesi in cui si canta l'inno prima di scuola. E la bicicletta al secondo posto: in questa distopia ci si muove solo in bicicletta ed è davvero così inquietante ma solo ora lo vedo. 

Elia sostiene si tratti del passato. Comunque una distanza nel tempo, io avrei scommesso senz'altro sul futuro eppure... Sebbene Jons continui a cercare di definire il suo stato d'animo riguardo la Cerimonia di dicembre nessuno la indica come cosa interessante o differente. La indico e ammicco: - Cosa accadrà a dicembre? Ma Francesco giustamente mi stronca: - Natale. 

Messo a punto lo scambio di idee e le riflessioni mi prendo dieci minuti di pistolotto: un mondo immaginato è un mondo che in qualche modo già esiste. Se posso dare forma in un'opera a un mondo coerente, se posso immaginare qualcosa vuol dire che ce ne è la possibilità, che in qualche maniera questa invenzione comunicabile e comprensibile già è. Nessuno conosce Jules Verne, lo incontreremo, è stato uno scrittore che centinaia di anni prima che fossero inventati ha immaginato le navicelle spaziali e i sottomarini. (i terribili cani meccanici di black mirror ora esistono). vedremo un film in cui si usano enormi touch screen ma è stato fatto quando ancora non esisteva nulla di simile. eppure c'era la possibilità, il seme, una forma attuale da cui derivare quella proiezione. Questo anno apriamo con la fantascienza, oltre che con l'orientamento, perchè siamo in un tempo in cui il progresso scientifico e le realizzazioni della tecnologia sono sorprendenti e veloci. E perché ci avviciniamo subito la tema generale (lo sfondo integratore) di questo anni che è: l'invenzione. L'anno scorso è stato il viaggio, questo anno è l'invenzione. 

Nella pausa Andres viene vicino e mi dice: a me veniva in mente l'Afghanistan. Perché gli chiedo. "Non lo so come sensazione, mi pare che ci sono quelli al potere che voglio decidere su tutto". Bene, cogli un punto importante ma perché non lo hai detto prima? "Ehhh". Eh lo so pure io che ci vuole ancora tempo, abituato a essere quello che non capisce e sbaglia e dice cazzate ce ne va prima che uno si decida a prendere parola. Una dislessia grave, logopedia da sempre e la certezza che la stragrande maggioranza delle docenti che corsi fatti o meno non capisce una mazza di cosa comporti.    

STORIA. Paro piano. Con la vecchia storia delle epoche della storia. Scandite come, associato cosa a ciascuna. Poi domando che sulla copertina sia disegnata una linea dle tempo che rappresenti chiaramente le differenti durate e i limiti. Sgomento ragionamenti. Foglio in orizzontale e 56 quadretti ma non è stato immediato. Poi domando: quali luoghi e Paesi sono stati al centro della Storia moderna che abbiamo studiato l'anno scorso? Alla fine abbiamo 6 "luoghi": America; Africa; Francia; Inghilterra; Olanda e Belgio; Spagna e Portogallo. (ho sbagliato assai l'anno scorso infatti l'Italia non c'è... ma nemmeno l'Asia). Per la prossima volta su due pagine affiancate disegna 6 grandi cerchi, uno per ognuna di queste realtà e scrivi dentro le parole che gli associ.

Poi siamo stati fuori, voglio andarci piano, approfittare dell'inizio per abituarsi a sedere mascherati. Scendendo mi chiedo ma adesso cosa facciamo. E un paio mi fanno "Giochiamo!" Ma come siete in terza siete grandi pensavo che non voleste più giocare. E Simone: "Ma noi sembriamo grandi! però vogliamo ancora a giocare, per esempio a nascondino è belo perché sei grande e non sai come nasconderti". Molto interessante. Abbiamo giocato a "HOO CIII UAAAA" e han fatto tutti sul serio. 

Al rientro dico quali one pager sono andati bene e chi presenta il libro venerdì. 


  

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